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Lavandini in pietra. Come si realizzano?

lavello in travertino

Nel corso degli anni l'ideazione e la progettazione della Marmi Italiani ha rappresentato per l’azienda la testimonianza di una grande determinazione nel presentare ai clienti, di tutto il mondo, progetti altamente creativi ed innovativi mantenendo le caratteristiche della migliore maestria del Made in Italy.

Il nostro ufficio tecnico è in grado di fornire progetti personalizzati, rispondendo con scrupolosità alle esigenze del cliente grazie all’esperienza di chi da tanti anni utilizza la scelta dei materiali e delle finiture come punto fondamentale del progetto.

Grazie a strumenti per la modellazione 3D e programmi di foto-renderizzazione riusciamo a fornire al cliente un’idea iniziale di ciò che poi realizzeremo effettivamente.

Seguiamo il cliente in ogni processo, dalla scelta del materiale, anche direttamente in cava, fino alla consegna e montaggio finale a casa dello stesso.

Come nasce un lavello a massello?

Dopo la selezione del materiale da parte del cliente, si procede con il taglio del blocco, dal quale viene ritagliato il parallelepipedo che subirà la lavorazione.

L’ufficio tecnico, dopo aver redatto il progetto in tutti i particolari, decori, profili e finitura del materiale, invia i file di lavorazione all’ufficio produttivo.

L’operatore procede quindi con la programmazione delle macchine a controllo numerico, i cui utensili dotati di movimento elettronico son in grado di compiere il ciclo di lavoro autonomamente.
La lavorazione inizia con la sgrossatura e rettifica del massello, si procede alla svuotatura o sagomatura delle vasche ed eventuali fori per la rubinetteria.

Solo successivamente si procede con i passaggi di rifinitura, mediante strumenti di levigatura sempre più raffinati, ottenendo l’oggetto finale.

I lavandini a massello, soprattutto nella Marmi Italiani rappresentano una lavorazione semi artigianale, perché se pur la maggior parte delle lavorazioni sono condotte dalle macchine, un prodotto non si considera finito se non arriva nelle mani dei nostri preziosi rifinitori.

Per assicurare un risultato ottimale, realizziamo la posa del prodotto in laboratorio; se richiesto forniamo, il servizio di posa in opera, usufruendo della competenza di squadre qualificate di posatori.
Se vuoi conoscere in dettaglio le nostre potenzialità produttive contattaci telefonicamente al numero 0776.301133 o scarica la nostra presentazione digitale.

Perchè la macchia non deve essere sempre aperta,Mapier realizza Papillon

table, onice, marmo

Perchè la macchia non deve essere sempre aperta, Mapier realizza Papillon

Mapier presenta Papillon, il tavolo in onice arco irish e marmo elegant brown dalla finitura lucida, ideato e prodotto per una residenza di lusso sulla costa azzurra.

Il tavolo è stato progettato con l’idea di andare un po’ controtendenza. Realizzare una superficie con la tecnica della Macchia Aperta significa optare per una soluzione sicuramente raffinata e di valore esaltando al massimo l’ambiente in cui viene inserito l’oggetto, Papillon rompe le tendenze ma soprattutto la linea della venatura con l’inserimento di un inserto dai toni decisi.

La Marmi Italiani opera in tutto il mondo fornendo soluzioni di lusso per interni ed esterni, dall’ideazione alla posa in opera, progetta e crea per te realizzazioni uniche dal design raffinato.

Se stai valutando rivestimenti e pavimenti per il tuo progetto e desideri conoscere le migliori soluzioni disponibili, contattaci al numero 0776.301133-300759 oppure iscriviti nel form dei contatti nella nostra pagina web www.mapier.it

MAPIER partner di P. DESIGN presso la Nuova Fiera Casaidea di Roma

ILEXA Quarzo Bio PORTORO

MAPIER partner di P. DESIGN presso la Nuova Fiera Casaidea di Roma

Dal 12 al 22 marzo presso il polo fieristico di Roma saremo presenti con il piano da cucina ILEXA della collezione Bio Carrara realizzato per il mobiliere P.DESIGN presso il Padiglione II.

Il piano di lavoro arricchisce l'isola della cucina esposta e presenta la caratteristica di avere un attuale profilo con bordo inclinato a 45° in linea con le nuove ante NOLTE Cucine.

ILEXA Bio Quarzo, una simbiosi perfetta con il 93-95% di quarzo puro naturale e resine BIO provenienti da fonti vegetali rinnovabili, estratte dal guscio degli anacardi, testimonianza di un rivoluzionario impegno per la sostenibilità e l’ambiente. Soluzioni estetiche e caratteristiche tecniche superiori, fanno di questa collezione una linea davvero unica, ispirata alle più note pietre naturali, con 5 colori Carrara, Perlino, Botticino, Imperial e Portoro.

ILEXA Bio Quarzo non è solo un prodotto innovativo con un alto componente di design, ma è soprattutto un materiale estremamente resistente, stabile e duraturo. Elevata durezza e resistenza alle abrasioni e ai graffi praticamente nulla.

A ragione l’ente statunitense “National Sanitation Foundation”, che controlla l’igienicità dei materiali che vengono in contatto con alimenti, ha certificato per la collezione BIO una resistenza al calore di oltre 700°.

Come pulire una superficie in marmo?

Come pulire una superficie in marmo?

Il marmo è un materiale tanto bello quanto delicato. Pulirlo è un’operazione che richiede particolare attenzione, nella scelta del tipo di detergente da usare innanzitutto, per non rischiare di rovinarlo con prodotti troppo aggressivi. Il marmo è una roccia calcarea e come tale può facilmente macchiarsi, graffiarsi o subire un’azione corrosiva. Sicuramente meno resistente del granito, ma con le giuste accortezze si può mantenerlo in ottimo stato anche per moltissimi anni.

Per rimuovere la polvere dal marmo è consigliabile sempre un panno asciutto, la prima cosa che erroneamente si fa è di utilizzare invece una spugna bagnata, poiché la pietra potrebbe assorbire l’acqua e continuare a rilasciare umidità anche per parecchi mesi. A tal proposito, è consigliabile usare sempre dei sottobicchieri, vassoi o ranner per servire delle bevande, in modo da proteggere il marmo utilizzato ad esempio come piano di un tavolo, di una penisola, ect.

I detergenti “generici” per la pulizia della casa, possono rappresentare una delle cause più comuni del marmo rovinato. Da evitare assolutamente, quelli contenenti ammoniaca, aceto, arancia o limone, nonostante ottimi detergenti, nonché disinfettanti, per varie superfici, sono comunque composti da una sostanza acida che può corrodere il marmo.

Assicuratevi sempre di usare un panno morbido umido per la pulizia delle superfici in marmo, meglio se in microfibra, così eviterete di graffiarle quando vi soffermate sullo sporco più ostinato. In questo caso, il consiglio è di fare movimenti circolari sui punti che richiedono maggiore pulizia. Una volta a settimana è consigliabile utilizzare della semplice acqua tiepida, con una piccola dose di sapone neutro naturale, cercando di cambiare spesso l’acqua del risciacquo per le superfici particolarmente sporche e ricordatevi di asciugare bene la superfice una volta terminata la pulizia.

La Marmi Italiani è specializzata nella produzione di pavimenti e rivestimenti in marmo, travertino, graniti, onici e pietre preziose per interni ed esterni con egregie finiture e sfumature di colorazioni che soddisfano le diverse esigenze di ogni cliente. Impreziosiamo gli interni di lusso con greche, rosoni e intarsi in marmo e pietre preziose combinando materiali e colori diversi. Attraverso la tecnica della macchia aperta, siamo in grado di esaltare le venature del materiale, con disegni simmetrici tramite la lucidatura delle lastre disposte come i fogli di un libro aperto. La Marmi Italiani opera in tutto il mondo fornendo soluzioni di lusso per interni ed esterni, dall’ideazione alla posa in opera, progetta e crea per te realizzazioni uniche dal design raffinato.

La Marmi Italiani srl partecipa come espositore al Mipim 2016 dal 15 al 18 marzo presso il prestigioso “Palais des Festivals” di Cannes

MIPIM 2016

Mipim 2016 - IL PRINCIPALE EVENTO DEDICATO AL MERCATO INTERNAZIONALE DEI PROFESSIONISTI DEL SETTORE IMMOBILIARE

La Marmi Italiani srl partecipa come espositore al Mipim 2016 dal 15 al 18 marzo presso il prestigioso “Palais des Festivals” di Cannes.

Il MIPIM, rappresenta il principale evento del mercato immobiliare, riunisce i leader più influenti di tutti i segmenti del settore immobiliare a livello internazionale (ufficio, residenziale, commerciale, sanitario, sportivo, logistico, industriale), offrendo un accesso ineguagliabile a innumerevoli progetti di sviluppo e fonti di capitale in tutto il mondo.

La Marmi Italiani Srl sarà presente al principale forum internazionale del Real Estaste con il proprio marchio MAPIER® e partner presso lo stand Architectural Hero dell’Arch. Simone Micheli (Stand: P-1.B78, P-1.C79)

All’evento vi si riuniscono gli attori decisionali del settore industriale a livello mondiale, permettendo loro di stabilire relazioni durature, presentare nuovi progetti e creare le basi per una collaborazione proficua attraverso una serie incrociata di eventi, presentazioni, meeting e convegni che si concluderanno il 18 marzo. In soli quattro giorni, MIPIM forgia il futuro di un mercato della proprietà in crescente espansione, permettendo ai delegati di avere una prospettiva unica sul mercato mondiale, rendendoli consapevoli dei loro progetti e promuovendo la loro azienda a livello internazionale.

“Abbiamo ritenuto di estrema importanza, la partecipazione al Mipim 2016, al quale riconosciamo una triplice valenza:

1. Rafforzare l’immagine internazionale del marchio MAPIER®, sinonimo di soluzioni e creazioni senza tempo per interni ed esterni esclusivi e di lusso, realizzate in Italia, con materiali pregiati, perfetto connubio tra il bello ed il funzionale, ideale e sapiente mix tra l’artigianalità italiana e l’innovazione tecnologica;

2. E’ un’opportunità unica per allargare il proprio business ed estendere i propri contatti in ogni parte del mondo, essendo il Mipim fortemente incentrato sull’edilizia terziaria ed urbana;

3. Promuovere su scala internazionale la cultura del marmo e delle pietre naturali, fornendo consigli pratici e suggerimenti preziosi su come utilizzare e trattare al meglio le potenzialità di questi nobili materiali naturali;”

Ha dichiarato Antonio Di Folco Direttore Generale della Marmi Italiani Srl, distributrice del Marchio MAPIER®.

Che cos’è una parete ventilata? Come si realizza?

Che cos’è una parete ventilata? Come si realizza?

La facciata ventilata è un particolare tipo di rivestimento perimetrale delle pareti che prevede l'applicazione a secco, sulla superficie esterna dell'edificio, di pannelli di opportuno spessore, non strettamente aderenti alla struttura. La facciata ventilata è caratterizzata essenzialmente dalla posizione dello strato di rivestimento esterno, che non aderisce alla parete di tamponamento ma ne risulta distanziato per formare un'intercapedine. In questo modo, si ottiene la circolazione naturale dell'aria nello spazio dell'intercapedine, per effetto del moto convettivo prodotto dalla presenza di aperture disposte alla base e alla sommità della facciata.
La facciata ventilata è una soluzione di rivestimento e protezione delle pareti esterne con la caratteristica di proteggere le pareti dall’acqua meteorica e garantirne la traspirabilità.
Inoltre è in grado di soddisfare una serie di requisiti e prestazioni fondamentali con il fine di migliorare il benessere abitativo. La facciata ventilata è poi caratterizzata da un sistema costruttivo cosiddetto a secco ossia meccanico e di assoluta affidabilità. Una parete ventilata può essere applicata a qualsiasi tipo di immobile purché la struttura dell’edificio e i tamponamenti presenti siano idonei a reggere il carico di peso che il nuovo sistema comporta. La scelta dei materiali per il cappotto esterno è molto varia: si passa da materiali molto pesanti come il marmo, il granito e le pietre naturali, a lastre di medio spessore e peso, come il gres, fino ad elementi molto leggeri come il vetro. Quali sono i vantaggi di una parete ventilata? - Isolamento termico con forte risparmio energetico nei mesi invernali. - Minor assorbimento di calore nei mesi caldi con conseguente contenimento dei costi di condizionamento. - Assenza di deterioramento estetico e tecnico nel tempo, con riduzione di formazione di umidità, sulle pareti esterne e con riduzione dei costi di manutenzione. - Protezione delle strutture murarie dall’ingresso dell’acqua piovana e del ghiaccio - Forte miglioramento dell’isolamento acustico dell’edificio - Maggiore salubrità dell’ambiente con riduzione di umidità per gli ambienti interni dell’edificio

In questo post vogliamo parlarvi principalmente delle parete ventilate in marmo, realizzate attraverso la posa in opera a secco di sei strati funzionali i quali sono costituiti (dall’interno verso l’esterno) da: 1) strato di supporto; 2) strato di regolarizzazione del supporto; 3) strato di isolamento termico; 4) strato di ventilazione; 5) sistemi di connessione dello strato di rivestimento esterno (a secco); 6) strato di rivestimento esterno realizzato in marmo (nome commerciale). Lo strato di rivestimento può essere realizzato con numerosi tipi di marmi. Con la denominazione commerciale di marmi, s’intendono tutte quelle rocce metamorfiche dalla struttura cristallina compatta (marmi propriamente detti), o esogene (sedimentarie) di vario tipo o ancora alcune rocce endogene intrusive, che presentino un’ottima attitudine alla lucidatura. A questa famiglia appartengono diverse tipologie diverse per caratteristiche estetiche e di tonalità cromatiche. Il marmo nelle pareti ventilate viene utilizzato sotto forma di lastre anche a grandi formati e dagli spessori a volte abbastanza sottili tramite l’accoppiamento a reti d’armatura dalla maglia più o meno larga o strati rigidi di vario genere che garantiscono maggiore sicurezza trattenendo insieme i frammenti della lastra in caso di rottura.

La Marmi Italiani srl è specializzata nella produzione di pavimenti e rivestimenti in marmo, travertino, graniti, onici e pietre preziose per interni ed esterni con egregie finiture e sfumature di colorazioni che soddisfano le diverse esigenze di ogni cliente. Realizziamo molteplici formati, tra i quali: • su misura (cut to size) e a casellario • per posa dritta o in diagonale • con posa a scacchiera • con abbinamento di tozzetti di diverso colore • in grandi formati e nelle diverse finiture lucida, levigata e spazzolata

Se stai valutando rivestimenti e pavimenti per il tuo progetto e desideri conoscere le migliori soluzioni disponibili, contattaci al numero 0776.301133-300759 oppure iscriviti nel form dei contatti nella nostra pagina web www.mapier.it

Itto Kuetani – Scultore ambientale

Kazuto Kuetani

Itto Kuetani – Scultore ambientale

Continua la nostra ricerca sugli scultori del marmo e delle pietre

Oggi conosceremo Kazuto Kuetani (detto Itto), nato a Kozan, prefettura di Hiroshima, tre anni prima del disastro nucleare che diventerà energia ispiratrice e input fondamentale del proprio lavoro artistico. Le sue sculture infatti hanno come temi principali il dialogo, il sacro, la Storia, il rapporto uomo-ambiente. Le sue opere spesso ricordano degli “ingressi”, delle porte, delle bocche, che ci invitano a “entrare”, a esplorare ciò che non conosciamo (o che avevamo dimenticato), ma soprattutto a fermarci e ad ascoltare. Kuetani non inscena conflitti ma tenta dialoghi; tutte le opere del primo periodo fino alla metà degli anni ’80 porteranno nomi come “Family”, “Dialogue”, “Communication”.

Superfici di marmo grezzamente lavorato e contorto e superfici levigate ed erette al cielo tentano costantemente di ricongiungersi, di afferrarsi, senza cercare di prevalere l’una sull’altra, consapevoli della necessità della loro esistenza reciproca. Negli anni ’80 lo scultore approda alla cosiddetta scultura ambientale.

Da singole sculture posizionate in spazi all’esterno o all’interno di edifici come il Family, di fronte al Fuchu Cultural Center; il Dialogue, di fronte alla Fuchu Higashi Senior High School e il Monument for peace, all’interno dello Hiroshima Peace Memorial Museum, le opere iniziano a diventare attraversabili, non occupano più uno spazio, ma diventano uno spazio occupabile, o meglio, attraversabile, esperibile.

Ma entra ora in gioco un terzo elemento, la persona, che si inserisce nella mischia e inizia a interagire, a muoversi, a tentare di capire e riconciliare.

Il marmo privilegiato dallo scultore Kuetani, alla fine degli anni ’90, è il bianco assoluto del marmo di Carrara e per il granito, ritenuti più adatti a esprimere un altro elemento che modificherà nuovamente e in maniera significativa la morfologia (non l’essenza) della sua opera. Viene aperto al pubblico nel 2000, dopo circa quindici anni di lavoro, quello che può considerarsi come il capolavoro di scultura ambientale di Kuetani, il “Colle della Speranza” (Hill of Hope), presso il tempio buddista di Kosanji, nel distretto di Toyota, a Hiroshima. Una vera e propria acropoli che si estende per un area di circa 5000 metri quadri, inserendosi tra il paesaggio delle colline naturali e delle montagne e il complesso del tempio e del museo.

Composto da una quantità innumerevole di blocchi di marmo di Carrara fatti arrivare via mare dall’Italia, il complesso, inserendosi a metà tra l’elemento paesaggistico e quello “culturale”, ne vuole esaltare di entrambi l’aspetto spirituale. Si tratta di forme mobili, dinamiche, ora nuovamente grezze e incomprensibili all’uomo, ora perfettamente adattate a esso: senza alcuna soluzione di continuità la superficie della pietra diviene in certi tratti una gradinata, una sedia o un tavolino, per poi rituffarsi nuovamente in un magma di forme contorte e incontrollate.

L’amore di Kuetani per la pietra è legato inscindibilmente alla sua passione per la storia greca e romana, per i suoi monumenti e i suoi marmi, muti testimoni di antichi fasti, personaggi ed eventi. Entra nella Facoltà di scultura dell’Accademia Nazionale di Roma nel 1969, studiando con Pericle Fazzini, di cui diventerà assistente, e vivrà per i successivi quarant’anni parte a Carrara, dove lavora, e parte in Giappone, dove vedono la luce le sue sculture ambientali.

Il marmo Portoro e le sue applicazioni

marmo nero portoro

Il marmo Portoro e sue caratteristiche.

Con il post di oggi conosceremo in maniera più approfondita il famoso marmo Portoro o Marmo di Portovenere. Stiamo parlando di una pregiata varietà di marmo nero proveniente dalla zona della Spezia. Il suo aspetto molto decorativo lo rende idoneo per applicazioni artistiche e realizzazioni di pregio come vasi, colonne, interni di chiese e palazzi, rivestimenti, pavimentazioni e piani di mobili. Il colore è nero intenso e brillante con venature dorate. Il colore nero si deve proprio alla ricchezza di sostanza organica mentre le striature dorate alla dolomitizzazione che ha comportato l’ossidazione della parte organica.

Perché tanti nomi?

Durante la dominazione francese veniva chiamato porte d'or("porta oro") dalla traduzione in italiano Portoro, in origine però veniva chiamatomisto giallo e nero, in seguito venne denominato ancora Giada di Portovenere, dal nome del comune delle cave di estrazione. Mentre in inglese questa varietà di marmo è conosciuta come black and gold (nero e oro). Il Portoro viene estratto solamente nella provincia della Spezia, in particolare nei comuni di Portovenere e La Spezia che costituiscono aree delicate dal punto di vista paesaggistico e naturalistico pertanto la coltivazione delle cave va effettuata con particolari attenzioni. Il numero attuale delle cave è molto limitato e i blocchi vengono ricavati all'interno di grandi camere la cui volta è sostenuta da pilastri per evitare l'impatto paesaggistico. La storia

In epoca romana si fece largo uso del marmo Portoro nelle ville imperiali e probabilmente venne usato anche nella costruzione del tempio dedicato a Venere posta sull'estremità del golfo della Spezia. All'inizio del XII secolo venne fatto largo uso di questo marmo affiancato ad altri marmi policromi dai Genovesi per costruire facciate, colonne portanti, cariatidi, archetti pensili e rivestimenti interni delle ville costruite lungo la riviera ligure. In epoca rinascimentale ci fu un ritorno all'uso dei marmi in seguito alla riscoperta del gusto classico. Durante il regno di Cosimo I de’ Medici ci fu un grande impulso alla ricerca ed all'estrazione di marmi policromi come il Giallo Siena, le Brecce Medicee ed il Portoro. Se ne trovano vari esempi in Italia ed Europa anche nel periodo Barocco. A Roma fu usato per gli interni (pavimenti ed altari) di varie chiese come per esempio San Pietro in Vincoli, San Silvestro in Capite, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano, San Lorenzo fuori le mura. All'inizio del XIX secolo l'uso di questo marmo si diffuse anche al di fuori della Liguria in particolare Francia, Belgio e Svizzera per abbellire palazzi e castelli come quelli di Versailles, Marly e Compiegne. Si narra che il marmo di Portoro divenne di gran moda quando Virginia Oldoini, contessa di Castiglione che fu amante di Napoleone III, ottenne di far rivestire le proprie stanze con questa pietra. Più tardi venne esportato anche negli Stati Uniti dove per esempio si rivestì la sala di proiezione della Paramount.

Come utilizzarlo?

Il marmo nero Portoro prevede uno svariato utilizzo come pavimenti, rivestimenti ,progetti per bagni&cucine, lavandini e vasche in massello. L’applicazione di questo marmo è ancora molto in voga nei nostri giorni nostri, preferito nelle finitura lucida, che lo rende più elegante viene impiegato soprattutto per residenze di lusso e alberghi prestigiosi, vista la particolarita’ delle sue venature e il costo elevato. Molto utilizzato negli intarsi, per il contrasto che si crea con l’accostamento di marmi chiari. Come pulire il marmo Portoro? Il marmo Nero Portoro è un materiale naturale molto bello, impiegato fin dall’antichità, impreziosisce pavimenti o ripiani, soprattutto in bagno e in cucina. Come per tutti i marmi, vale il consiglio di non usare detersivi o prodotti abrasivi, da evitare la candeggina, e asciugare sempre, a fine trattamento – ottimo, per esempio, un panno in camoscio.

Attenzione alle imitazioni….!

I blocchi di Portoro di qualità superiore sono oggi rari e molto costosi, per cui è sempre più possibile incappare in imitazioni. Se consideriamo che delle trenta cave censite nel 1862, di cui cinque all’isola Palmaria, oggi ne è rimasta aperta una sola. Per esempio il marmo Black & Gold, proveniente dal Pakistan, è un marmo nero con venature bianche e chiazze color oro. Per questa ragione è un’ottima alternativa al prestigiosissimo Portoro, la cui produzione di cava oggi si limita in gran parte ad una qualità commerciale con fondo grigiastro, anziché nero, e venature oro non molto appariscenti.

La marmi Italiani opera da sempre nel settore dei marmi e delle pietre naturali.

Il marchio MAPIER®, è sinonimo in tutto il mondo di soluzioni esclusive di lusso per interni ed esterni.

La nostra ampia scelta di onici, marmi, graniti e pietre preziose offre un range cromatico tale da soddisfare ogni esigenza.

Non sei sicuro di quale materiale, colore meglio si adatta agli ambienti che stai realizzando?

Contattaci al numero 0776.301133 o allo 0776.590739 ed il nostro team di esperti Architetti che ti offrirà consulenza e ti guiderà passo passo fino alla realizzazione del tuo sogno.

Una delle più importanti opere del patrimonio artistico partenopeo:IL CRISTO VELATO

museo cappella san severo

Oggi vogliamo parlarvi di una delle più importanti opere del nostro patrimonio artistico scultoreo: Il Crisito Velato esposto, nel Museo Cappella Sansevero, nel cuore del centro antico di Napoli. Creatività barocca e orgoglio dinastico, bellezza e mistero s'intrecciano creando qui un'atmosfera unica, quasi fuori dal tempo. La celebre opere del Cristo velato ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa "tessitura" del velo marmoreo, meraviglie del virtuosismo come il Disinganno ed enigmatiche presenze come le Macchine anatomiche. Il Museo Cappella Sansevero rappresenta un mausoleo nobiliare, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore: Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero. La fama di alchimista e audace sperimentatore di Raimondo di Sangro ha fatto fiorire sul suo conto numerose leggende. Una di queste riguarda proprio il velo del Cristo di Sanmartino: da oltre duecentocinquant’anni, infatti, viaggiatori, turisti e perfino alcuni studiosi, increduli dinanzi alla trasparenza del sudario, lo hanno erroneamente ritenuto frutto di un processo alchemico di “marmorizzazione” compiuto dal principe di Sansevero. In realtà, il Cristo velato è un’opera interamente in marmo, ricavata da un unico blocco di pietra, come si può constatare da un’osservazione scrupolosa e come attestano vari documenti coevi alla realizzazione della statua. Ricordiamo tra questi un documento conservato presso l’Archivio Storico del Banco di Napoli, che riporta un acconto di cinquanta ducati a favore di Giuseppe Sanmartino firmato da Raimondo di Sangro (il costo complessivo della statua ammonterà alla ragguardevole somma di cinquecento ducati). Nel documento, datato 16 dicembre 1752, il principe scrive esplicitamente: “E per me gli suddetti ducati cinquanta gli pagherete al Magnifico Giuseppe Sanmartino in conto della statua di Nostro Signore morto coperta da un velo ancor di marmo…”. Anche nelle lettere spedite al fisico Jean-Antoine Nollet e all’accademico della Crusca Giovanni Giraldi, il principe descrive il sudario trasparente come “realizzato dallo stesso blocco della statua”. Lo stesso Giangiuseppe Origlia, il principale biografo settecentesco del di Sangro, specifica che il Cristo è “tutto ricoperto d’un lenzuolo di velo trasparente dello stesso marmo”. Il Cristo velato è, dunque, una perla dell’arte barocca che dobbiamo esclusivamente all’ispiratissimo scalpello di Sanmartino e alla fiducia accordatagli dal suo committente. Il fatto che l’opera sia stata realizzata da un unico blocco di marmo, senza l’aiuto di alcuna escogitazione alchemica, conferisce alla statua un fascino ancora maggiore. La leggenda del velo, però, è dura a morire. L’alone di mistero che avvolge il principe di Sansevero e la “liquida” trasparenza del sudario continuano ad alimentarla. D’altra parte, era nelle intenzioni del di Sangro – in questa come in altre occasioni – suscitare meraviglia: non a caso fu egli stesso a constatare che quel velo marmoreo era tanto impalpabile e “fatto con tanta arte da lasciare stupiti i più abili osservatori”. La scultura, posta al centro della navata della Cappella Sansevero, è scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua. La vena gonfia e ancora palpitante sulla fronte, le trafitture dei chiodi sui piedi e sulle mani sottili, il costato scavato e rilassato finalmente nella morte liberatrice sono il segno di una ricerca intensa che non dà spazio a preziosismi o a canoni di scuola, anche quando lo scultore “ricama” minuziosamente i bordi del sudario o si sofferma sugli strumenti della Passione posti ai piedi del Cristo. L’arte di Sanmartino si risolve qui in un’evocazione drammatica, che fa della sofferenza del Cristo il simbolo del destino e del riscatto dell’intera umanità.

Che cos'è un intarsio?Quando nasce e quali sono le tecniche per realizzarlo?

Cos’è l’intarsio?

Si dicono generalmente intarsi dall’arabo “Tarsi”, quelle opere ornamentali o figure ottenute commettendo sopra una superficie piana elementi di diverse sagomate e diverso materiale come il legno, il marmo, l’avorio, le pietre colorate etc. L’intarsio si applica alla decorazione di oggetti, mobili, alle pavimentazioni e ai rivestimenti, rientrando nella più vasta categoria delle decorazioni polimateriche ottenute per incastri, inserzioni ed incastonature. Originariamente nato in Asia Minore nel 350 a. C., l’arte dell’intarsio si sviluppò in Italia durante l’Impero Romano con la denominazione di Tarsia. La manifattura dell'intarsio marmoreo nasce con le manifatture granducali fiorentine, il famoso Opificio delle pietre dure, e si diffonde a Napoli grazie al re Carlo III di Borbone, che nel 1737 da Firenze fece giungere a Napoli le prime maestranze che insegnarono agli apprendisti locali questa tecnica artistica. Ad inizio ottocento si può facilmente constatare che migliora notevolmente la qualità dell’intarsio. E’ verso la fine del secolo che cominciano ad operare quegli intarsiatori che ci introdurranno alle tecniche decorative del nostro secolo. Nasce infatti una nuova idea architettonica che si rispecchia come sempre nell’arredamento: l’art nouveau o modern style. Questo stile presenta come novità il disegno composto da soli elementi vegetali, caratterizzanti da lunghi gambi che si intrecciano tra loro, quasi sempre riquadrati da composizioni scultoree alquanto fantasiose. Anche il prezzo degli intarsi si abbassa perché i macchinari sono sempre più sofisticati e consentono maggiori precisioni, rendendo il lavoro facile, veloce e di ottimo risultato.

L’intarsio ieri In origine la prima fase per la realizzazione di un pannello intarsiato in rilievo prendeva avvio da un modello pittorico dal quale veniva ricavato un disegno esecutivo di carta su cui erano numerate le varie sezioni che costituivano il mosaico. Tutte le sezioni di questo disegno venivano ritagliate e incollate con colle viniliche su fette di pietra di vario spessore, con attenzione ai tagli e alle sfumature che davano colore, armonia e senso realistico al soggetto prescelto. Scontornate queste fette con l'aiuto di filo metallico e smeriglio oppure con utensili ruotanti diamantati, esse venivano assemblate per comporre la figura voluta facendo attenzione alla sporgenza dal fondo(di solito marmo nero del Belgio) preventivamente traforato o scavato nei punti dove il rilievo sarebbe stato minore, o lasciato in piano dove maggiore. Una volta incollati tutti i pezzi del mosaico, con una parte di cera d'api e due di colofonia fuse insieme, si procedeva alla scultura vera e propria del soggetto ritratto dando armonia alle forme con la lenta azione di utensili ruotanti abrasivi che già nel Settecento venivano azionati da macchinari basati sul principio del tornio. La fase della lucidatura, altrettanto laboriosa prevedeva l'utilizzo di abrasivi a grana sempre più fine i quali, trascinati da un bastoncino di legno mosso dal movimento delle dita, contornavano tutto il rilievo fino a che il soggetto assieme al fondo non risultasse perfettamente lucido.

La Marmi Italiani è una squadra Italiana di maestri artigiani del marmo, che può vantare una pluriennale esperienza nel settore lapideo, specializzata nella trasformazione di idee e nel design, con standard produttivi estremamente elevati nella realizzazione di complessi intarsi marmorei e con la massima attenzione alla cura dei dettagli. I reparti produttivi della Marmi Italiani Srl sono ubicati su una superficie utile di circa 2300 mq e sono dotati di impianti tecnologici innovativi gestiti da personale altamente qualificato e motivato. Seppur nel corso degli anni abbia adottato strumenti tecnici evoluti, mantiene inalterata la creatività, la passione e la disponibilità verso il cliente, tipiche della propria tradizione artigiana. Il laboratorio di produzione è provvisto di importanti centri di lavoro che garantiscono la realizzazione di intarsi complessi di elevata qualità. Grazie a sofisticati sistemi a getto d’acqua abrasivo è in grado di tagliare con facilità una vasta gamma di materiali fino a 200 mm di spessore e senza apporto termico e con alta precisione.

Come funziona il sistema a getto d’acqua? Alla base del sistema vi è l’acqua che fluisce da una pompa passando attraverso tubazioni ed uscendo dalla testa di taglio a pressioni di 6.000 bar. Usando dei parametri standard, i sistemi a getto d’acqua abrasivo possono tagliare materiali molto duri. Con la waterjet si ottiene un taglio preciso e pulito, riducendo al minimo gli sfridi e sfruttando al meglio il materiale: maggiore efficienza che si traduce in maggiore competitività. Il Dynamic Waterjet, esclusivo brevetto Flow, consente di tagliare alle massime velocità e precisioni ottenibili da questa tecnologia, ottenendo un taglio perpendicolare ed eliminando la tipica conicità dei bordi di taglio prodotta con il taglio water jet. La collaborazione con designer e progettisti di fama internazionale, testimonia il desiderio di realizzare un'opera sempre unica, spaziando dal classico al moderno.

IMPORTANTE OPPORTUNITA' DI STAGE FORMATIVO PRESSO LA MARMI ITALIANI Srl

Ideazione e progettazione

La Marmi Italiani Srl, società leader nel settore dei marmi e delle pietre naturali con sede a Cassino, offre un'importante opportunità di Stage formativo presso il proprio ufficio tecnico.

Se sei un neolaureato in architettura o ingegneria civile, non sei ancora impegnato in un'attività lavorativa, conosci bene almeno una lingua straniera, sei iscritto o disposto ad iscriverti a Garanzia Giovani e ti stimola l'idea di unirti ad un team giovane e dinamico fortemente orientato ai mercati internazionali, inviaci il tuo curriculum all'indirizzo marketing@mapier.it

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Quali sono i materiali più indicati per rifinire la scala della tua abitazione?

scala in marmo bianco

Quali sono i materiali più indicati per rifinire la scala della tua abitazione?

Avete realizzato da poco una scala interna e non sapete come rivestirla? Volete cambiare lo stile di una scala che da anni non rispecchia più la vostra personalità e della vostra abitazione? In questo articolo vi forniremo dei consigli utili per scegliere il materiali più adatto alle vostre esigenze e ai vostri gusti.
Partendo dal presupposto che la scala è un vero elemento di arredo, è necessario valorizzarla. Soprattutto se è collocata in punto molto a vista della vostra abitazione. I materiali che contribuiranno di sicuro a darle valore saranno il legno e il marmo. Scegliere il legno contribuirà a rendere il vostro ambiente più accogliente, ma sicuramente con la scelta del marmo donerete più prestigio a tutto il vostro immobile. Inoltre la vostra scala durerà nel tempo in termini di resistenza e sarà anche più facile da pulire. Non occorre fare ricorso a particolari detergenti, che molto spesso possono risultare anche aggressivi, il marmo è un materiale naturale, pertanto un semplice panno umido può bastare. Inoltre va considerato che la scelta del profilo influisce molto sul risultato estetico della vostra scala definendone lo stile. Ad esempio se avrete scelto per la vostra abitazione uno stile classico, è consigliabile un profilo arrotondato che nel termine tecnico si definisce “a toro” o “a becco di civetta”, con la realizzazione di un profilo allo stesso modo arrotondato per il battiscopa (in termine tecnico scalettato) che corre lungo tutta la scala. Differente sarà la costa della vostra pedata se opterete per uno stile più contemporaneo e minimalista. Azzeccata sarà la scelta quindi di un profilo più squadrato con leggera smussatura. Consigliato è anche la combinazione di differenti materiali per la pedata e l’alzata, per esempio, realizzando la pedata in marmo in nello spessore 3 cm e un’alzata in legno, come un classico rovere, dalle tonalità calde. In ultimo, per un ottimale risultato estetico, non va sottovalutata la scelta di personale adatto per la posa degli elementi, altrimenti una giusta scelta di materiali e profili può essere messa a repentaglio da uno impreciso sistema di posa.

Devi realizzare o rivestire la tua scala?
La nostra azienda La Marmi Italiani srl offre il servizio di progettazione, supportando il cliente nella scelta del materiale, delle finiture e dei diversi profili possibili, garantendo anche il servizio di presa misure con restituzione grafica del progetto finale. Se stai valutando soluzioni per la tua scala contattaci al numero 0776.301133 – 0776.300759 oppure compila il form di contatto, nella categoria scale dei nostri prodotti, un esperto ti contatterà al più presto per fornirti consigli e soluzioni utili per le tue esigenze.

Come progettare la scala della nostra abitazione? Leggi i nostri utili consigli!

Come progettare la scala della nostra abitazione? Leggi i nostri utili consigli!

Per poter progettare e realizzare una scala interna per la nostra abitazione occorre tener conto di diversi aspetti: in primis normativi, poi ergonomici, strutturali e di sicurezza ed infine estetici.

Per una corretta realizzazione è consigliabile affidarsi alle competenze di un tecnico che farà riferimento ai Regolamenti Edilizi Comunali, per la parte normativa e terrà conto di opportuni criteri di progettazione, tenendo sotto controllo soprattutto l’aspetto strutturale.

Quando si progetta una scala è necessario calcolare lo spazio e l’altezza che si hanno a disposizione.
Un altro parametro di cui tener conto è la pendenza della rampa in genere compresa tra i 20° e i 45°, dove di solito sono tanto più ripide, quanto il loro uso è privato.

Affinché il corpo scala sia confortevole è necessario stabilire un giusto rapporto tra alzata e pedata.

L'alzata in genere è compresa tra i 15 e i 20 cm mentre la pedata viene calcolata tramite relazioni empiriche basate sul lavoro svolto dall'utente nell'affrontare il dislivello.

Infatti al variare della pendenza, l'utente tende a modificare la lunghezza del passo in modo tale che il lavoro svolto per superare un gradino sia uguale al lavoro svolto per compiere lo stesso passo su un piano. Questo comporta che l'aumento della pedata corrisponde ad una riduzione dell'alzata e viceversa.

Ad oggi la formula più usata è quella dell'architetto François Blondel del 1675.

Secondo gli studi dell’architetto francese lo sforzo compiuto nell'elevare il piede verticalmente è doppio rispetto a quello di spostarlo orizzontalmente in piano; posta una lunghezza di circa 64 cm per un passo comodo in piano, se ne deduce che la profondità della pedata del gradino deve essere il risultato della

sottrazione a detta lunghezza del doppio del valore dell'alzata, ovvero:

2a + p = 62÷64 cm.

dove a è il valore dell'alzata e p il valore della pedata.

Riportiamo un breve esempio. Per coprire 270 cm di altezza con un'alzata di 17 cm si osserva questo calcolo, secondo quanto accennato nel passo precedente, per stabilire il numero di gradini: 270/18=15 gradini. Moltiplicando il numero dei gradini per i 28 cm della pedata si ottiene la pianta della scala:

15x28=420 cm.

Per scale che presentano il corrimano, le norme di sicurezza stabiliscono che esso debba avere un'altezza tra i 90 cm e 1 m e distare almeno 4 cm dal muro.

Il parapetto posto sul vuoto deve avere un'altezza minima di 1 m ed essere inattraversabile da una sfera del diametro di 10 cm (DM. 236 14/06/89). È comunemente accettato che le aste debbano essere verticali e non orizzontali per evitare il pericolosissimo "effetto scaletta".

Quali sono le tipologie di scale?

Dopo aver visto le regole per una corretta progettazione, possiamo procedere col conoscere le tipologie di scale esistenti.

Scala a rampa La più utilizzata perché più comoda. Composta da due rampe parallele ad angolo, e un pianerottolo intermedio.

Molto spesso, le due rampe sono collegate da gradini disposti a ventaglio, per sfruttare al meglio lo spazio.

A chiocciola Adatta per spazi piccoli, perché la superficie occupata è solo la dimensione del suo diametro. Può essere a pianta circolare, quadrata o ellittica. I gradini si agganciano a una struttura portante, detta spina o piantone, fissata a terra e a soffitto.

Alla marinara o a pedata sfalsata Composta da due montanti e dai gradini a pioli o da pedate strette. Collegano soppalchi e librerie. Ma si presentano scomode e difficilmente vengono pensate per essere utilizzate tra due piani. Presentano molto spesso un’alzata che si aggira intorno ai 20 cm, quindi la scala risulta un po’ ripida e pericolosa.

In sostanza, una scala a pedata sfalsata viene suddivisa in due rampe affiancate e, appunto, sfalsate, ognuna delle quali verrà impegnata necessariamente sempre e solo dallo stesso piede, destro o sinistro. Il percorso risulta, quindi, costituito da una

successione di gradini che si devono calpestare in modo

alternato secondo un ordine preciso

Retrattile Si ripiega su se stessa e si inserisce in una vano che la contiene. Può essere in alluminio o acciaio, materiali leggeri. Va bene per raggiungere ambienti poco utilizzati e scompare quando non serve.

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Stai valutando soluzioni per la tua scala? Contattaci al numero 0776.301133-300759, riceverai consigli e soluzioni, avendo la possibilità di conoscere i costi e i tempi di realizzazione. Realizziamo scale in marmo, pietre, travertino e granito per interni e per esterni. Offriamo servizio di progettazione, supportando il cliente nella scelta del materiale, delle finiture e dei diversi profili possibili, garantiamo anche il servizio di presa misure con restituzione grafica del progetto finale. MAPIER® opera in tutto il mondo fornendo soluzioni di lusso per interni ed esterni, dall’ideazione alla posa in opera. MAPIER® progetta e crea per te realizzazioni uniche dal design raffinato.

Stai realizzando casa, devi ristrutturare il tuo bagno? Ti forniamo alcuni consigli utili

Stai realizzando casa, devi ristrutturare il tuo bagno?

Ti forniamo alcuni consigli utili

L’ambiente bagno rappresenta una delle stanze che più utilizziamo in casa, ed è anche una stanza frequentata dagli ospiti, quindi oltre ad essere un luogo pratico e confortevole è importante anche che sia esteticamente accogliente.

In questo post vogliamo darvi alcuni consigli utili per avere un giusto approccio nel caso decideste di ristrutturare il vostro bagno.

L’organizzazione dell’ambiente e le sue dimensioni;

La prima analisi da fare, è pensare all’organizzazione dell’ambiente, tenendo conto delle dimensioni della stanza. In questa fase vanno fatte valutazioni sulla disposizione e scelta dei sanitari, in modo da non intralciare il passaggio e i movimenti, seguendo, naturalmente, lo stile della casa. E’ importante

verificare gli scarichi preesistenti, nel caso si voglia cambiare la disposizione dei sanitari, perché potrebbero verificarsi problemi con le pendenze degli scarichi.

Avere un bagno a norma; Avere un bagno a norma è l’unica certezza per avere spazi abitativi sicuri e confortevoli. Quando si progetta e si realizza un bagno è obbligatorio attenersi alle norme igienico-edilizie e di sicurezza che regolano le caratteristiche degli alloggi abitativi e delle singole stanze. E’ il regolamento edilizio di cui ciascun

Comune è dotato a disciplinare le caratteristiche degli edifici e delle loro pertinenze, è la legge a cui far riferimento nel caso si decida di mettere mano al bagno della propria abitazione per la parte architettonica del locale. Il regolamento Edilizio ci darà quindi informazioni sulla dimensione minima del bagno, a

seconda che esso sia il primo ed unico o secondario eventualmente anche privo di finestra, ci informa sull’altezza minima del soffitto e sull’altezza del rivestimento a parete.

La scelta dei materiali; La scelta dei materiali per il pavimento e soprattutto per il rivestimento è molto importante. I materiali possono essere diversi, dal marmo alla ceramica, fino al legno e alle resine. Si può decidere per la continuità con il resto dell’abitazione o interromperla nella profondità della porta, utilizzando delle fascette di

giunzione tra le diverse pavimentazioni.

Scelta del piatto doccia o della vasca? La scelta del piatto doccia o della vasca dipende dalle disponibilità di spazio che si ha nel locale bagno. In genere si tende ad preferire il piatto doccia per le abitudini frenetiche giornaliere si tende a preferire il piatto doccia alla vasca, diversamente per chi invece preferisce trascorrere ore di relax privilegiando di

sicuro la vasca. Oppure se siete una coppia giovane e avete ho pensate di avere bambini la vasca se lo spazio lo permette sarebbe più utile.

Possiamo in definitiva affermare che la scelta di uno stile è prioritario e determinante per tutti i consigli elencati. Lo stile può condizionare la disposizione, la scelta dei sanitari e soprattutto dei materiali. Nel caso di uno stile classico , la scelta potrebbe rivolgersi a materiali come il marmo, le pietre e graniti,

lavabi a massello, sanitari in stile vittoriano e le famose vasche con i piedini, diversamente da uno stile minimal e contemporaneo in cui viene privilegiata la scelta di ceramiche dai toni pacati e finiture opache, sanitari dalle linee semplici, accessori in legno e acciaio.

MAPIER® è leader nella produzione di pavimenti e rivestimenti in marmo, travertino, graniti, onici e pietre prezioseper l’ambiente bagno garantendo ottimi risultati di finitura e sfumature di colorazioni, riuscendo così a soddisfare le diverse esigenze del cliente.

Siamo specializzati nella produzione di piatti doccia, vasche e lavabi da bagno in marmo, travertino, limestone, pietra e onice.

Stai realizzando casa, devi ristrutturare il tuo bagno? Non sei sicuro di quali materiali utilizzare? Contattaci al numero 0776.301133 e ti forniremo idee, consigli, soluzioni e preventivi.

MAPIER® opera in tutto il mondo fornendo soluzioni di lusso per interni ed esterni dall’ideazione alla posa in opera.

Vuoi personalizzare la tua nuova cucina con un piano di alta qualità ma non sai qual è la scelta migliore? Devi sostituire il vecchio piano?

Vuoi personalizzare la tua nuova cucina con un piano di alta qualità ma non sai qual è la scelta migliore? Devi sostituire il vecchio piano?.Leggi i nostri consigli

L’ambiente cucina è di sicuro il luogo della casa in cui trascorriamo maggior tempo e quindi più soggetto ad uso nel tempo.

E’ necessario che gli elementi che compongono la nostra cucina presentino elevate prestazioni, quali durevolezza, resistenza alle macchie e al calore.

Quindi oltre ad una solida struttura delle basi è importante che i prodotti, usati per rifinire ante e fianchi siano di qualità come del resto gli elettrodomestici.

Chi non desidera per la propria cucina elettrodomestici confortevoli, grandi piani cottura per cuocere più pietanze contemporaneamente , lavelli sottotop o a filo con doppia vasca e

L’elemento piu’ importante però, non solo dal punto di vista estetico, ma anche e soprattutto funzionale è il piano di lavoro. A questo importante elemento si richiede resistenza, praticità e facilità di manutenzione, più di tutti gli altri componenti.

Qual è il materiale più consigliato per il top della nostra cucina?

In questo post vi parleremo delle caratteristiche dei top in marmo, in granito e in quarzo.

I top in marmo e granito vengono preferiti prevalentemente per le loro caratteristiche estetiche, in quanto essendo presenti in natura con svariate tonalità riescono ad assolvere a diverse gusti ed esigenze.

Sono inoltre molto facili da lucidare o levigare ed è possibile realizzare con essi diversi bordi, dalla costa dritta (costa retta) alla costa curva ( a toro e mezzo toro), fino a profili composti e più sagomati.

Essendo però materiali porosi, non sono impermeabili, quindi è consigliabili applicare dei prodotti impermeabilizzanti atossici e non versare liquidi aggressivi, come vino, caffe’ e limone direttamente sulla superfici, perché ne potrebbe risultare danneggiata.

In tal caso occorre ricorrere a un marmista che levigherà la superficie ripristinando il danno.

Per la pulizia quotidiana si utilizzano appositi prodotti oppure si può passare semplicemente un panno bagnato con acqua e sapone di Marsiglia, seguito da un accurato risciacquo.

Sono però estremamente resistenti al calore, è possibile per questo adagiare una pentola bollente.

Ma che differenza c’è tra marmi e graniti?

La prima differenza sta nella composizione fisica e chimica.

I marmi sono prevalentemente composti di carbonato di calcio per cui sono anche detti carbonati, mentre i graniti sono principalmente composti da ossido di silicio per cui sono detti anche silicati.

Vista la loro differente composizione i graniti hanno una maggiore durezza (circa 6-7 della Scala Mohs), non reagiscono con gli acidi anche forti (as. acido cloridrico), sono lucidabili con maggiore difficoltà ed hanno struttura granulare compatta.

Il marmo ha una natura calcarea , ha una durezza non elevata (circa 3-4 della Scala Mohs), reagisce facilmente con gli acidi anche deboli (es. aceto, succo di limone, ecc.) ed è facilmente lucidabile e lavorabile.

Top in quarzo

In commercio sono sempre più diffusi gli agglomerati di quarzo, lastre composte prevalentemente di quarzo puro con percentuali del 93% circa, l’1% di pigmenti naturali (ossidi di ferro polverizzati) che forniscono il colore al prodotto e una percentuale del 5-7% di resina sintetica o

naturale che ha funzione di legante dei componenti.

Il successo di questo prodotto consiste nel fatto che è molto resistente, se solo pensiamo che il quarzo è il secondo elemento in natura in termini di durezza dopo il cristallo.

Per questo motivo i piani in quarzo si rivelano come il prodotto più adatto per i piani di lavoro di una cucina.

È altamente resistente alle macchie e allo sporco in generale e altamente resistente ai graffi. Tuttavia, si consiglia di utilizzare appositi taglieri per tagliare gli alimenti.

Quali sono i consigli utili per la pulizia del piano in quarzo?

I piani in quarzo richiedono generalmente solo una pulizia regolare, applicando un prodotto/detergente a pH neutro, risciacquando con acqua e asciugando con un panno da cucina o con carta assorbente. Quindi sono di facile manutenzione.

La Marmi Italiani srl è un’ azienda specializzata nella produzione di top per cucine e bagni in marmo, granito e quarzo.
 Il nostro ufficio tecnico e commerciale supporta il cliente nella scelta del materiale più adatto alle varie esigenze, sviluppando progetti e soluzioni adeguate alle diverse richieste, con

preventivi personalizzati e assistenza post vendita.

Vuoi personalizzare la tua nuova cucina con un piano di alta qualità ma non sai qual è la scelta migliore? Devi sostituire il vecchio piano? Contattaci all’indirizzo info@mapier.it oppure visita il nostro sito www.mapier.it e compila il form dei contatti, ti forniremo consigli utili, soluzioni e preventivi.

Collezione ILEXA® Hardesia - Novita' dal mondo del quarzo

cucina in hardesia

Collezione ILEXA® Hardesia

Nel post di oggi vogliamo farvi conoscere la collezione Hardesia di ILEXA® by Ch-Roma.

Che cos’è ILEXA ® HARDESIA By Ch-roma?

Un prodotto innovativo, fabbricato in lastre di grandi dimensioni, contenente quarzi pregiati e resine di elevata qualità, propone l'effetto caldo e affascinante dell'Ardesia naturale a spacco.

Un materiale composito, tra i più innovativi presenti attualmente sul mercato. Una miscela di granulati di quarzo e dei polimeri speciali brevettati dal produttore stesso, in grado di assicurare elevata purezza, durabilià e resistenza.

ILEXA ® Hardesia è costituito dal 90% circa di quarzo e 10% di uno speciale polimero brevettato costituito da una miscela particolare di resine che migliora le caratteristiche fisiomeccaniche del prodotto finale quali ad esempio flessione, dilatazione termica, ecc….cosi’ permettendo la

produzione di lastre più lunghe e più larghe. La collezione HARDESIA è stata studiata e riprodotta fedelmente per assicurare esteticamente le stesse peculiarità dell’ardesia naturale.

Ilexa Hardesia viene prodotto con un’azione di iniezione sotto vuoto combinata con la vibrazione.

A differenza degli altri agglomerati di quarzo/resina, ILEXA® Hardesia non contiene solventi e quindi non subisce alcuna rottura o lesione né durante la produzione e né durante la lavorazione, inoltre non emana alcuno sgradevole odore e non crea alcun deposito chimico rilevante nello

smaltimento dei residui.

Questo prodotto può essere utilizzato non solo per l’ambiente bagno e cucina, ma per qualsiasi ambiente d’interni.

Disponibile nello spessore 2 cm, su ordinazione anche nello spessore 3 cm ed è un prodotto garantito 15 anni contro i difetti strutturali.

Si pulisce facilmente con i comuni detergenti domestici, come CIF liquido bianco.

E’ disponibile in 6 colori, con la possibilità di richiedere tonalità personalizzate.

Proprio prendendo spunto dal post di qualche giorno fa sui colori e i materiali di tendenza per l’anno in corso nel settore dell’arredamento e del design, grazie alle indicazioni della Pantone Color Institute che ha scelto con il codice 18-1438 nuance Marsala, il colore di tendenza

dell’anno, rivolgiamo la nostra attenzione al colore Red Wine della collezione HARDESIA.

Gli altri colori seppur molto interessanti, riprendono i colori classici come il bianco, il beige, l’antracite, il moka e il nero, mentre è il Red Wine la rivelazione in termini di tonalità.

Sono poche le aziende spezializzate nella produzione di superfici per arredo d'interni che presentano nella loro gamma di colori un tono di questo tipo.

E proprio come il colore Marsala della ditta Pantone, anche l’Hardesia Red wine è caldo ed avvolgente proprio come il vino liquoroso Siciliano, caratterizzato da grinta, carattere e raffinatezza.

Quest'anno sarà il Red Wine a dettare legge nella moda, nell'arredamento e nel design.

Colori e materiali di tendenza!Consigli utili per rendere armoniosa la nostra casa.

colore marsala

Colori e materiali di tendenza! Come rendere armoniosa la nostra casa?

State ristrutturando la vostra abitazione e non avete idea dei colori e dei materiali da scegliere per renderla elegante?

Perché non prendere spunto dalle indicazioni dell’azienda Pantone, diventata nel tempo sinonimo di una delle classificazioni di colore più conosciute e importanti al mondo, eleggendo da anni il colore che influenza lo sviluppo di prodotti in settori come la moda e il design.

La Pantone Color Institute ha scelto con il codice 18-1438 nuance Marsala il colore di tendenza per l’anno 2015.

Grinta, carattere e raffinatezza caratterizzano il colore Marsala.

Caldo ed avvolgente proprio come il vino liquoroso siciliano da cui prende il nome, quest'anno sarà il Marsala a dettare legge nella moda, nell'arredamento e nel design.

Se a questo aggiungiamo, che stiamo vivendo da qualche anno il grande ritorno del marmo, del granito e della pietra, materiali che negli ultimi decenni erano andati nel dimenticatoio, il connubio colore-materiale risulta semplice.

Il marmo è una pietra molto pregiata dal fascino irresistibile, presente con un’ampia gamma di tonalità, viene impiegato sia in lastre che in piastrelle, donando un tocco di classe alla casa. Molto utilizzato anche per i piani della cucina e di tavoli e tavolini, ha una classe e un’eleganza

indiscussa ed è perfetto come materiale per la pavimentazione di grandi saloni, per la zona ingresso e per i bagni padronali, soprattutto in abitazioni di un certo prestigio.

A questo punto occorre analizzare quali marmi scegliere, che più si abbinino al color of year Marsala? Quest’anno abbiamo a che fare con un colore dalla personalità forte che dunque non va abbinato ad altri colori forti, per evitare che i vostri ambienti si trasformino in un'accozzaglia

di colori. In questo post conosceremo tre tipologie di marmi, le cui caratteristiche, li rendono i materiali naturali più scelti nell'arredamento e nel design.

Per chi preferisce le venature dei marmi pregiati, il Calacatta Gold, marmo caratterizzato da una venatura dorata, è assolutamente in linea con l’uso di toni audaci e moderni come quello scelto da Pantone, che da sempre detta le tendenze in termini di colore in ambito architettonico e

del design.Il marmo Calacatta Oro è composto da calcare bianco cristallino e venature colore giallo-oro, queste caratteristiche lo rendono un materiale elegante e ideale per bagni, salotti e scale, ma di moda è l’utilizzo di questo materiale per l’ambiente cucina. Con eleganza viene

impiegato per la realizzazione di penisole e piani di lavoro e lavelli integrati spesso accostato a basi e pensili in essenze di legno, come noce canaletto e rovere laccato a poro aperto. Mostriamo alcuni esempi in foto.

Per chi invece è orientato per un marmo più gentile e un’omogenea tonalità bianca di fondo, può orientarsi sul Bianco Lasa o di Covelano, estratto appunto dalle cave di Covelano e dalla valle del massiccio Jenn di Lasa.

Questo marmo è un materiale da lavoro prezioso ed apprezzato, dalle proprietà straordinarie.

Al volgere del secolo scorso, veniva usato soprattutto per scopi artistici e per sculture, mentre oggi l'impiego è prevalentemente edilizio. La sua rinascita, tuttavia, vede nuovamente una rivalutazione anche in campo artistico.

Diversamente da altri tipi di marmo, quello di Lasa resiste al gelo e alle intemperie, e neppure il sale antigelo è capace di corroderlo. Il marmo di Lasa è adeguato ai massimi criteri estetici e al contempo funzionali.Vedi foto in basso

per importanza è il Travertino Striato, rivisitato in chiave moderna e utilizzato per arredi di tendenza in stile industriale, il Travertino Striato, è un materiale che accosta al classico colore del travertino sfumature e vene grigie.

Questo materiale può essere impiegato sia per interni che per esterni. Con le sue diverse finiture è ideale per mobili, ebanisteria, pavimenti e rivestimenti di pareti.

Qual è Il marmo più usato in architettura? Si chiama Travertino.

Qual è Il marmo più usato in architettura? Si chiama Travertino.

Oggi vogliamo parlarvi del materiale più bello in assoluto, Il Travertino.

Il travertino è un materiale che si contraddistingue per la sua tonalità, infatti la sua colorazione naturale varia dal bianco latte al noce, attraverso varie sfumature del giallo e del rosso. Interessante è anche la sua grana, insomma è il materiale ideale per realizzare una vasta serie di progetti

sia per il design d’interni che per quelli esterni.

Da sempre ricercato, è il materiale decorativo per eccellenza, capace di dare sfogo alle emozioni e alla creatività dei progettisti che ne preferiscono l’impiego, usato da grandi scultori e importanti architetti attraverso la storia per le sue caratteristiche ineguagliabili, per il grande pregio

estetico, l’estrema funzionalità e versatilità delle sue superfici.

Inizialmente il Lapis Tiburtinus (travertino), estratto prevalentemente nelle cave di Tivoli, veniva utilizzato con funzione strutturale, solo successivamente è stato impiegato anche per scopi estetici, rendendolo il materiale principi per molti secoli.

Quindi i maggiori bacini del travertino si trovano nei territori Laziali, ma sono presenti diverse cave anche in Umbria, in Toscana e nelle Marche.

Sotto l’impero di Augusto il travertino romano viene riconosciuto come materiale nobile, diventando protagonista delle architetture più significative e rappresentative della società, come il Teatro Marcello e la Porta Romana dell’Esquilino, il Colosseo, Santa Maria del popolo, la fontana di

Piazza Navona e nel settecento impiegato per la Fontana di Trevi e tanti altri monumenti ancora.

Ma quali sono le applicazioni più consigliate per questo materiale?

• Trattandosi di un materiale estremamente elegante dal fascino senza tempo, trova il maggiore impiego per le pavimentazioni di interni raffinati e dal gusto antico, ma è interessante l’uso in ambienti in cui si vuole esaltare il contrasto tra classico e moderno. Quindi per interni si

consigliano finiture come la lucidatura o la levigatura, mentre per pavimentazioni per esterno, è consigliata la bocciardatura che rende anche la superficie antiscivolo.

• Grazie alla sua caratteristica di resistenza e alla sua docilità il travertino si presta molto bene per rivestimenti verticali sia all’interno che all’esterno di abitazioni, come facciate di palazzi, rivestimenti di cinte murarie e balaustre.

• Essendo un materiale molto tenero, si presta benissimo a lavorazioni di sagomatura, quindi è consigliatissimo per realizzare lavandini a massello per ambiente bagno e cucina oppure elementi decorativi come cornici, portali, capitelli, corrimano e caminetti.

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